Come la preparo
Comincio sempre dalle verdure: le lavo, le asciugo e le taglio tutte a tocchetti. Aglio e cipolla li trito grossolanamente, giusto per dare l’aroma di fondo.
Scaldo abbondante olio EVO in una pentola in ghisa — uso la stessa che usava mia madre — e faccio rosolare aglio e cipolla senza farli colorire troppo. Poi inizio ad aggiungere le verdure una alla volta, rispettando i loro tempi: prima le patate, poi le melanzane, i peperoni, le zucchine e infine i pomodori. Questa è la sequenza che preferisco per ottenere un equilibrio perfetto tra morbidezza e consistenza.
Quando le verdure iniziano a intenerirsi, aggiungo mezzo bicchiere scarso di acqua, regolo di sale, copro con un coperchio e lascio cuocere a fuoco medio per 15–20 minuti, mescolando ogni tanto. A cottura ultimata, tolgo il coperchio e lascio asciugare il fondo, se necessario.
E poi la lascio riposare. Perché è così che si gusta meglio: a temperatura ambiente o ben fredda, quando i sapori si sono abbracciati per bene.
Un piatto semplice, ma mai uguale
La cosa più bella della ciambotta è che non ce ne sono due uguali. Cambia con le stagioni, con l’orto, con chi la prepara. È un piatto che racconta il territorio, le abitudini di una famiglia, l’amore per le cose genuine.
Provala anche tu, magari con un filo d’olio a crudo e una fetta di pane casereccio. Oppure come ripieno per una torta salata (in tal caso dobbiamo farla asciugare per bene in cottura – foto in basso). Vedrai che tornerai spesso a questa ricetta.


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